”Il mio passaporto bloccato per oltre un anno dopo un servizio de Le Iene”: il racconto di Mariana Rodriguez

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Mariana Rodriguez ha affermato che le autorità venezuelane le hanno bloccato il passaporto per oltre un anno dopo la sua partecipazione a un servizio de “Le Iene” registrato proprio nel Paese sudamericano.

L’attrice 34enne, che nelle ultime settimane ha trovato grande successo al cinema grazie alla partecipazione al film “Buen Camino” di Checco Zalone, lo ha raccontato proprio nel programma di Italia1.

Nata a Caracas, Mariana è ormai di casa in Italia – ha partecipato a tanti programmi tv come “Pechino Express” “Grande Fratello Vip” – ma tempo fa aveva mostrato nella trasmissione Mediaset le grandi difficoltà nella vita quotidiana dei venezuelani sotto il regime di Nicolas Maduro.

Ora dopo l’arresto del dittatore, è tornata con un monologo nello stesso format televisivo e qui ha condiviso le sue emozioni e raccontato l’ingiustizia subita con il documento di identità.

“Ho vissuto la caduta di Nicolas Maduro come la fine di un incubo, piangendo ho detto a mio figlio: ‘Amore, finalmente ti porterò a conoscere la terra della tua mamma, della tua famiglia’”, ha affermato, riferendosi a Noa, il bambino avuto nel 2023 con Gianmaria Coccoluto, surfista e campione di kitesurf.

“Eppure, appena poche ore dopo, ho visto ripetersi scene che conosco fin troppo bene. La caccia alle presunte spie, gli arresti, la repressione. Io l’ho provato sulla mia pelle, ha aggiunto.

Quindi il racconto di quanto le è accaduto: “Quando ho deciso di raccontare in un servizio de Le Iene cosa stesse davvero accadendo a Caracas, per tutta risposta il mio passaporto è stato bloccato per oltre un anno e sono stata trattata come una bugiarda, una nemica della patria, dalle stesse persone che stavano affamando i venezuelani”.

“A lungo ho sofferto in silenzio, ma oggi voglio parlare per il mio popolo meraviglioso. Un popolo a cui hanno insegnato ad accontentarsi, a vivere con le briciole, ma che non ha perso la forza di combattere e oggi, al loro fianco, c’è una nuova generazione di venezuelani che è stata costretta all’esilio, ma che lontano da casa ha conosciuto il vero significato della parola libertà, ha continuato.

“Una generazione che è pronta a riscrivere il destino di un Paese che a lungo è stato convinto di non valere niente, ma che in realtà è capace di tutto. Ti amo Venezuela, ha concluso.

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